Il diritto all’amore, contro qualsiasi discriminazione

L’amore è un diritto umano. Recita così uno degli slogan dell’associazione radicale Certi diritti che lo scorso 13 dicembre ha partecipato, insieme a tutte le altre associazioni e movimenti LGBT calabresi, al convegno “Contro qualsiasi discriminazione” organizzato dalla CGIL di Catanzaro, alla presenza del Segretario Generale di Catanzaro – Lamezia Giuseppe Valentino. Parlare in una sede istituzionale come il palazzo della provincia di Catanzaro, con i saluti del presidente Wanda Ferro, di diritti della comunità omosessuale è un esperimento inedito in Calabria.

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A sottolineare l’importanza dell’evento è Bruno Talarico, Segretario Organizzativo della CGIL Catanzaro – Lamezia, che non perde tempo nel far notare l’assenza dei sindaci della provincia catanzarese invitati al dibattito, a parte quello di Decollatura, segno di una scarsa sensibilità al tema. Ed è sempre lui a introdurre un progetto ambizioso, ovvero quello di aprire uno sportello LGBT nella Camera del Lavoro di Catanzaro che è una città in cui è difficile affrontare la tematica omosessuale.

Presente al dibattito anche il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Nicotera” di Lamezia Terme, Rosanna Bilotti che affronta una delle radici della discriminazione degli omosessuali. E’ infatti la scuola, che tollera ma non rispetta, la prima a non avere gli strumenti per riuscire a comprendere nell’indifferenza dei docenti, sprovvista di programmi antibullismo e di educazione sessuale.

Ma sono gli interventi delle associazioni, per la prima volta tutte presenti a un incontro con le istituzioni, che danno la vera misura di quanto ancora sia difficile parlare di omosessualità nella società “normale”. E’ quello che spiega Michela Calabrò, tesoriere del circolo Arcigay “I Due Mari” di Reggio Calabria quando elenca le difficoltà affrontate dalla sua associazione per portare progetti contro l’omofobia nelle scuole. Oppure la “violenza psicologica” raccontata da Francesco Furfaro, presidente del neonato circolo Arcigay “Kaleidos” di Lamezia Terme.

Un lungo pomeriggio, in cui si sono ricercate anche le cause sociali della discriminazione, l’attinenza tra omofobia e femminicidio in una società maschilista e fallocrate – analizzata da Domenico Biondi del movimento Omocrazia – e la discriminazione all’interno della stessa comunità LGBT dei gay troppo effemminati. Ma c’è anche la rivendicazione della diversità, il rifiuto della “normalizzazione” e della necessità di dover giustificare il proprio orientamento sessuale, nelle ragioni portate avanti da Lavinia Durantini, presidente del circolo Arcigay “Eos Cosenza”, concetto poi ripreso come amore universale da Riccardo Cristiano di Liberi.tv, che ricorda una società che ha smesso di rivendicare il suo diritto alla libertà.

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Un dibattito che descrive un mondo parallelo, fatto da persone come tutte le altre come gli avvocati della rete Lenford e le forze dell’ordine di Polis Aperta, quest’ultima rappresentata da Anna Maria D’Andrea, che vivono il paradosso di dover tutelare gli altri ma non vedere salvaguardati i loro diritti di persone.

Diritti che, in Italia, “sono come i carciofi a cui ogni giorno si toglie una foglia”, come ricorda Marco Marchese dell’Associazione Radicale Certi Diritti, raccontando un Paese che non è in grado di proteggere né i più fragili né i sopravvissuti alle tragedie, come quella del ragazzo quindicenne suicidatosi a Roma qualche settimana fa.

A chiudere i numerosi interventi è Carlo Cremona, responsabile dello sportello I-Ken LGBT CGIL di Napoli e Avellino. Racconta di buone esperienze portate avanti in Campania e della speranza che queste realtà associative possano diventare una valvola di sfogo per coloro i quali non trovano alternativa alla fine di sé.

Mariarosaria Petrasso

IL VIDEO DI LIBERI.TV

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