ONDA PRIDE 2013

In data odierna, sparsi per tutta Italia, si terrano numerosi Pride in contemporanea.
Un grande segnale, un intero paese che da nord a sud si colora di arcobaleno e grida unito che l’omofobia non sarà più accettata.

DOCUMENTO UNITARIO PRIDE ITALIANI 2013

Il movimento lgbtqi italiano, dopo oltre trent’anni di lotte, è pronto a rinnovare la propria mobilitazione per riportare al centro del dibattito politico la rivendicazione dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali, trans, queer e intersessuali. Scendiamo nelle strade di un Paese immobile, impoverito, precario, frammentato. Non vogliamo subire impotenti e conniventi la deriva di una crisi che ci viene raccontata attraverso i numeri della finanza e della macroeconomia, ma che quotidianamente mostra i suoi sintomi nell’imbarbarimento delle relazioni sociali, nel AVVANZARE DI NUOVE GENERAZIONI private del proprio futuro, nella corruzione dei rappresentanti istituzionali, nell’omologazione e nell’impoverimento delle identità e dei comportamenti, nella prevaricazione e nell’abuso eletti a modus operandi da parte di chi detiene il potere, nei diritti violati o addirittura da sempre negati. Ci ritroviamo oggi a condividere un presente che è lo specchio di un Paese che ancora inciampa nelle lezioni che avrebbe dovuto già apprendere, che cede alla lusinga ignobile del pensiero iniettato di totalitarismo, di intolleranza, di sessismo e di razzismo. Un’Italia, insomma, che sembra a volte aver perso l’orgoglio. Pertanto, riportare l’orgoglio in piazza è oggi più che mai un’urgenza, prima ancora che il rinnovarsi di un appuntamento caro alla comunità lgbtqi. Perché è nell’orgoglio che troviamo la forza di indignarci e di tenere lo sguardo fermo verso l’idea di un Paese migliore.

Il Pride delle lesbiche, dei gay delle persone trans, bisessuali queer, intersessuali è l’affermazione delle nostre differenze e di tutte le differenze. Ed è il progetto di una società che su quelle differenze investe, nella ferma convinzione che proprio nelle differenze si trovi la ricetta per uscire da qualsiasi crisi, la tappa ineludibile per proiettare questo Paese in un futuro degno della sua Storia. I tanti Pride che il movimento lgbtqi ha messo in programma da Nord a Sud in questa stagione dell’orgoglio si pongono in un quadro europeo di continuo avanzamento legislativo in tema di diritti lgbtqi e nella pressante richiesta alle istituzioni parlamentari del nostro Paese, affinché anche l’Italia possa allinearsi allo standard di diritti riconosciuti in tutta l’Unione europea. A ciò si aggiunge il carattere peculiare di Palermo, la sede scelta per questo Pride nazionale, una città che, per storia, tradizione e posizione geografica, è per eccellenza il ponte tra l’Europa ed il Mediterraneo. Non una periferia, quindi, bensì un centro nevralgico che richiama l’Italia al suo ruolo di catalizzatore tra i due continenti, e al dovere che ha di intercettare e sostenere la domanda di diritti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Il ritardo ingiustificabile di questa Italia che ancora non riesce ad onorare il suo appuntamento con la cultura dei diritti, porta il peso di una responsabilità che va oltre i suoi confini e ha i connotati di una storica partita internazionale giocata con un attore assolutamente immobile. Il movimento lgbtqi allora punta sul Sud, invertendo lo stereotipo odioso dell’arretratezza e valorizzando la vocazione alla contaminazione e al dialogo che caratterizza la storia della Sicilia fin dall’antichità.

Da Palermo, come da Roma, Bologna, Milano, Torino, Vicenza, Napoli, Cagliari, Barletta e Catania, lanceremo un messaggio inequivocabile: le battaglie per i diritti si combattono per vincerle. In tema di diritti è non solo insufficiente ma grave tollerare oltre argomenti iniettati di attendismo, che rinviano, ridimensionano, approssimano e alla fine tradiscono ogni promessa. ll Pride – la mobilitazione dell’orgoglio lgbtqi – accanto ai movimenti delle donne, degli EXTRACOMINTARI, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei detenuti e delle detenute dei nostri carceri/lager e dei centri di permanenza temporanea, si pone in continuità con la lotta di liberazione che nel secolo scorso è riuscita a riscattarci dall’occupazione nazi-fascista, offrendo un esempio della grande energia democratica alla base dei valori fondanti del nostro Paese. E di quella lotta oggi vuole scrivere il nuovo inderogabile capitolo, l’esito di un Paese che finalmente declina quella Liberazione nelle pratiche quotidiane, scoprendone il valore pieno.

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