Chi ha paura del Libro Cattivo?

Arci Cosenza e Eos Arcigay Cosenza con la partecipazione di Mediaterronia TV Comunitaria e grazie alla collaborazione della Libreria Ubik Cosenza insieme diventano tappa della maratona “Chi ha paura del libro cattivo?” a Cosenza. Un evento virtuale che vedrà protagonisti in alcuni video 4 dei 49 libri messi all’indice letti e discussi.

13 dicembre 2015: Maratona di lettura dei libri messi all’indice
La paura scatenata dall’ignoranza è un sentimento potente. Negli scorsi mesi il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha deciso di mettere al bando dai nidi e dalle scuole dell’infanzia della sua città 49 libri di favole illustrate per bambini, perché ispirati alla fantomatica teoria gender.
Questa vicenda diventa paradigmatica e tiene insieme, in maniera esemplare, alcuni temi fondamentali: la censura, l’educazione e il sistema pedagogico, la libertà di espressione.
Ma la vicenda diventa se vogliamo un piccolo tassello che si va ad inserire in un quadro più complesso che vede espandersi il movimento in difesa della famiglia tradizionale, le manifestazioni di piazza e i seminari organizzati dai vari Le Manif pour Tous e Sentinelle In piedi, i percorsi nelle scuole sulla parità di genere promossi dai nostri comitati che vengono osteggiati, le paure di tanti comitati di genitori che vengono alimentate dallo spauracchio della teoria gender.
La teoria Gender è diventata in questi ultimi mesi una grottesca catena di Sant’Antonio, impastata di banalità e di procurati allarmi a tratti comici ma non per questo meno pericolosi.
Sullo sfondo si muovono il Family Day, il ddl Cirinnà, il tema dell’omogenitorialità, temi che dividono e determinano confronti aspri nel momento in cui per la prima volta il paese si accinge a colmare l’enorme vuoto normativo sul tema dei diritti civili.
In un momento in cui si alimenta un clima da caccia alle streghe basato sulla disinformazione e sulla paura, crediamo che possa essere compito dell’Arci, che ha sempre fatto delle battaglie civili la sua bandiera, esporsi per denunciare un atto di censura arbitraria e irragionevole, un clima da Inquisizione e un grande passo indietro sul tema della laicità, un arretramento per un sistema scolastico che dovrebbe educare all’uguaglianza, al rispetto delle diversità, al contrasto all’omofobia, alla parità di genere.

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